Il giorno dell’Immacolata in Sicilia - Tradizioni a Palermo.
 
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IS Einaudi Pareto Attualità 07/12/2018 07/12

Il giorno dell’Immacolata in Sicilia

Tradizioni a Palermo.

L’8 Dicembre è l’Immacolata Concezione, la festa con la quale inizia un periodo di festeggiamenti, che da noi del Sud comprende anche la vigilia, il giorno 7.

Già a fine Novembre tra le famiglie si sente la tipica frase “tu chi fai pa Maruonna? “ (“tu che fai per la Madonna?” cioè, ci si informa per sapere che programmi si hanno per tale festa) oppure la frase “chi cosa amu a manciari?” (“che cosa dobbiamo mangiare?”)  da lì si inizia a decidere cosa si farà, dove si mangerà e soprattutto cosa si mangerà.

In queste occasioni noi  Siciliani siamo bravissimi a mischiare il sacro e le tradizioni culturali gastronomiche laiche che fanno parte della nostra cultura. Non c’è da stupirsi se nelle nostre case si troveranno per queste tradizioni solo “i parenti più stretti”, circa 35-40 persone, o se si tornerà a casa “rotolando” per l’abbuffata, tutto normale, per noi funziona così! Per non parlare delle giocate a carte (esclusivamente siciliane) o la giocata a tombola, gioco che viene fatto per render felici gli anziani e i bimbi.

Dunque il tutto inizia il 7 con un menù tipico che penso sia lo stesso da almeno 100 anni, perché noi alle tradizioni ci teniamo e le tramandiamo da generazione in generazione.

Si inizia mangiando pizza, “sfincione” e molte famiglie si delizieranno col famosissimo “Baccalà” o stoccafisso, che viene cucinato fritto o con il condimento dello “sfincione”, oppure i cardi fatti in pastella, i broccoletti e, a fine pasto, frutta secca, panettoni di tutti i tipi, dolci e liquori vari che accompagneranno il momento di gioco.

“Le giocate” iniziano il 7 Dicembre e finiscono il 6 Gennaio con i tipici giochi come “trentuno”, “salta cavallo” “cu cu” e molti altri.

E’ un momento unico, in cui in tavola trovi riuniti tutti, dal nonno al cuginetto di qualche anno.

Il  giorno seguente si mangeranno gli anelletti al forno, con il ragù cucinato dalla nonna alle 6 del mattino, perché il bello delle feste è anche questo per noi del sud: metti il naso fuori casa e puoi sentire tutti gli odori già all’alba. Le donne di casa in meno di due ore avranno già smontato intere stanze pur di fare spazio e già all’alba  il tavolo sarà pronto, apparecchiato per accogliere di lì a poche ore  tutte le delizie che verranno cucinate durante la giornata con tanto amore.

Oltre agli anelletti troveremo sulle tavole anche le tartine, fatte in tutti i modi come antipasti, seguite da  carciofini, zucchinette ecc.. Come secondo solitamente si troveranno la salsiccia con le patate o la carne con i pisellini e le carotine: Il tutto ovviamente servito in porzioni “extra large.”

I pranzi possono protrarsi anche per  5 ore, si sta lì a parlare, ridere, ricordare momenti belli passati insieme. Alle volte è difficile avere una comunicazione efficiente in quanto si è davvero in tanti e si è davvero rumorosi.

Dopo aver mangiato dolci di tutti i tipi si passerà nuovamente a giocare a carte e poi quando saranno circa le 20:30 si sentirà la fatidica frase: “chiffà mettiamo a tavola n’zuoccu arristò?” (“che ne dite, mettiamo  in tavola ciò che è avanzato?”) e si ricomincia a mangiare.

Ci sarà sempre qualcuno che dirà di essere pieno, che starà a tavola “solo per compagnia” e poi  mangerà pure la “nonna in brodo”, dopo qualche altra partita a carte e poi, dopo la spartizione del cibo rimasto e conservato in appositi contenitori,  tutti insieme daranno una mano alla padrona di casa per rimettere in ordine e, quindi, ognuno tornerà a casa propria.

Per molti può risultare incomprensibile questo nostro modo di fare, a volte anche noi pensiamo che vorremmo cambiare per almeno un anno, evadere da tali consuetudini, vorremmo  fare altro, ma poi, quando riusciamo a organizzare qualcosa di diverso, tutto ciò ci manca, perché fa parte di noi siciliani, del nostro modo di essere,  delle nostre tradizioni più profonde e penso che dobbiamo far di tutto per tutelarlo, perché nonostante i pensieri, le disgrazie e le difficoltà, presenti  in tutte le famiglie, dateci del cibo e lo stare bene  insieme e tutto passa, almeno per un giorno… almeno per un pranzo!

di Giuseppa Vitale


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