Dialogo Transnazionale tra cittadini Palermitani,Trapanesi e Maltesi - I cittadini del Mediterraneo si incontrano per discutere del futuro dell’Europa.
 
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    IS Einaudi Pareto Attualità 11/12/2018 11/12

    Dialogo Transnazionale tra cittadini Palermitani,Trapanesi e Maltesi

    I cittadini del Mediterraneo si incontrano per discutere del futuro dell’Europa.

    Al termine dello scorso anno scolastico,  Carrefour europeo Sicilia, associazione che dal 1998, su  incarico   della Commissione Europea, cerca di garantire al mondo della scuola (studenti e docenti) una informazione corretta e puntuale sulle iniziative comunitarie per promuovere una effettiva e reale partecipazione dei  cittadini alla vita politica dell’Unione Europea, ha invitato gli studenti del quarto e del quinto anno della mia scuola  a partecipare ad un Dialogo Transnazionale tra Cittadini Palermitani, Trapanesi e Maltesi, avente come argomento “l’Europa che vogliamo”, in vista delle prossime  elezioni europee del 2019. Tale iniziativa prevedeva  tre incontri da svolgersi  a  Palermo, Malta e Trapani.

    Al primo incontro, tenutosi a Palermo il 5 luglio presso il Chiostro della Biblioteca Comunale di Casa Professa,  abbiamo partecipato  la mia professoressa di Economia Aziendale, Claudia Impresario, il mio compagno, Fabrizio Gioè, ed io. 

    Il primo intervento è stato quello di Alessandro Giordani, capo dell’Unità “Citizens’ contact” della Commissione Europea (unità che si occupa della comunicazione e del dialogo con i cittadini) che ha brevemente presentato le istituzioni europee. Successivamente hanno preso la parola Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, Elena Grech, Capo della Rappresentanza della Commissione Europea a Malta, e Pier Virgilio Dastoli, Presidente del Movimento Europeo Italia, che, dopo aver parlato della forte motivazione  e degli alti valori che hanno spinto i padri costituenti e i 6 Stati fondatori, tra cui vi era l’Italia, a creare l’Europa unita, si sono interrogati sulla sopravvivenza nel mondo di oggi di quello spirito di collaborazione che ha permeato gli inizi della Comunità Europea. Quindi sono stati illustrati la storia dell’Europa unita, sino agli avvenimenti più recenti, e gli organi delle istituzioni europee.

    Gli  interventi dei vari relatori ci hanno consentito  di comprendere cos’è e cosa fa l’UE, nonché quali siano  le somiglianze e le differenze tra questa istituzione e i singoli Stati membri.

    Ma il momento più coinvolgente è stato quando il  sindaco della nostra città,  Leoluca Orlando, ha rivolto il messaggio di benvenuto ai rappresentanti della commissione europea e a tutti i cittadini partecipanti. È stato molto interessante ascoltare il nostro sindaco e poterne apprezzare lo spessore politico: egli infatti  ci ha fatto capire l’importanza della partecipazione di ogni cittadino alla vita politica attraverso il voto e, per le future elezioni europee, ci ha invitati a esprimere le nostre preferenze non solo seguendo il nostro partito, ma riflettendo sulle linee politiche europee seguite  dal gruppo di cui il nostro partito fa parte. 

    La parte più interessante, a mio parere, è stata quella dedicata ai dibattiti. Il primo team ha dibattuto sul seguente tema: “L'Unione europea dovrebbe / non dovrebbe avere più competenza nei settori della politica estera, delle politiche sociali e della fiscalità (attraverso il voto a maggioranza piuttosto che con quello all'unanimità)”. La tematica scelta per il secondo gruppo è stata “Sarei / non sarei disposto a pagare alcune tasse direttamente al bilancio europeo per avere beni pubblici europei?”. Infine il terzo team ha discusso  sulla situazione migratoria in Europa e sul ruolo dell’UE in tale ambito. Naturalmente ogni gruppo comprendeva palermitani, trapanesi e maltesi. Io ho fatto parte del terzo gruppo che è stato moderato da Alessandro Giordani ed è stato davvero un bel momento perché il confronto con gli altri mi ha arricchito enormemente.

    La giornata si è conclusa con l’esposizione delle conclusioni a cui erano giunti i vari gruppi. 

    Il secondo incontro si è tenuto a Malta il 16 e il 17 ottobre di quest’anno.  Purtroppo, per motivi personali  non ho potuto partecipare, ma vi racconterò di cosa si è parlato grazie al racconto del mio compagno e della mia prof di economia aziendale.

    Il secondo incontro (il cui resoconto mi è stato fornito dal mio compagno Gioè e dalla mia professoressa di Economia Aziendale, poiché io non ho potuto parteciparvi), svoltosi a Malta il 16 e il 17 ottobre di quest’anno, ha seguito lo stesso schema di quello che si era tenuto a Palermo. Alessandro Giordani ha presentato l’iniziativa della Commissione Europea con un intervento dal titolo  “Verso un'opinione pubblica europea in vista delle Elezioni europee 2019”. Successivamente Elena Grech e Beatrice Covassi hanno pronunciato un discorso di benvenuto. Infine è intervenuto Mario Sammartino, Ambasciatore d’Italia a La Valletta, che ha parlato, tra l’altro, delle difficoltà dell’isola ad accogliere masse di migranti, viste le esigue dimensioni del territorio.

    Quindi i partecipanti, a cui sono stati forniti documenti di approfondimento per dibattere sul  tema: "Che tipo di Europa vogliamo?”, sono stati divisi in quattro gruppi ognuno dei quali ha riflettuto su un argomento particolare:

    Gruppo 1: “Investire di più sulle questioni globali (migrazione e difesa) o sulla solidarietà interna e sulla redistribuzione della ricchezza (fondi di coesione e agricoltura)?”

    Gruppo 2: “Investire di più nel rafforzamento dell'Eurozona o sulla mobilità dei giovani?”

    Gruppo 3: “Investire di più sulla solidarietà interna e sulla redistribuzione della ricchezza (fondi di coesione e agricoltura) o sulla competitività e sulle tecnologie più avanzate (ricerca e mercato unico digitale)?”

    Gruppo 4: “Condizionalità per i fondi UE: i fondi UE dovrebbero essere subordinati solo all'efficienza, all'efficacia e alla coerenza generale o anche a valori più ampi come democrazia, stato di diritto e diritti fondamentali?”

    Infine i vari gruppi hanno esposto la conclusione alla quale erano arrivato. Il dialogo si è tenuto in lingua inglese e, quindi,  i partecipanti palermitani e trapanesi hanno fruito di una traduzione simultanea (com’era avvenuto per i maltesi durante il primo dibattito a Palermo).

    Anche se non ho partecipato all’ultimo incontro, aspetto ansiosamente il prossimo appuntamento che è stato fissato per il 27 febbraio a Trapani. Trovo che questa sia una bella iniziativa, perché dà l’opportunità a molti ragazzi di diventare cittadini attivi. Ho apprezzato molto il metodo con cui si è tenuto il dibattito, perché la suddivisone in gruppi ha facilitato l’esposizione delle riflessioni di ognuno e l’ascolto di quelle degli altri, permettendo così un proficuo scambio di idee.

    di Francesco Palmeri


    Parole chiave:

    elezioni , Europa

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