PALERMO CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2018 - I SEGNI DEL TEMPO - Aldo Sessa illustra il centro storico di Palermo in un’originale forma grafica
 
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    IS Einaudi Pareto Attualità 27/12/2018 27/12

    PALERMO CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2018 - I SEGNI DEL TEMPO

    Aldo Sessa illustra il centro storico di Palermo in un’originale forma grafica

    Sono orgogliosa di presentare, tra gli eventi organizzati nel Centro Storico per “Palermo, capitale della Cultura 2018”, la mostra dei quadri sulla Palermo antica dipinti da mio nonno, il pittore Aldo Sessa.

    "Nelle chine di Aldo Sessa – così si legge nella brochure di presentazione della mostra - possiamo rivedere, con i suoi occhi e con la sua tecnica del puntinismo, le stratificazioni del centro storico di Palermo. La sua testimonianza artistica diventa strumento di educazione al bello ed alla cura del proprio patrimonio, senso identitario per le nuove generazioni. Vanno riconosciute all'artista la nostra gratitudine e ammirazione per la testimonianza e la promozione della memoria".

    "Le opere nella quali rappresento il centro storico di Palermo – ha rivelato mio nonno in un’intervista rilasciata ad Adriana Piazza - scaturiscono da un mio percorso interiore. Realizzandole, ritorno indietro con gli occhi, con la mente e con il cuore alla mia infanzia, alla mia adolescenza, poiché in alcuni di questi luoghi ho vissuto, abitato e ho ricordi molto nitidi anche della vita che li animava. Risento suoni, voci, odori, che ora, aggirandomi fra viuzze, piazze e androni, non ritrovo più. Così io li rappresento. Come uno scenario senza più vita che attende l'opera e la mano sapiente dell'uomo, spinto dall'amore per la propria città e dalla consapevolezza che gli inestimabili e irripetibili beni che essa possiede non possono essere ulteriormente trascurati. Bisogna quindi prodigarsi per il loro recupero, perché la vita vi ritorni, perché possiamo trasmetterli alle future generazioni." 

    Questo breve discorso di mio nonno mi ha fatto pensare tanto, mi ha fatto vedere in modo diverso la sua mostra. 

    Ho sempre sostenuto che ogni quadro di mio nonno contenesse un pezzo del suo cuore. Ma guardando queste ultime opere, non ho visto solo parte del suo cuore, ho visto la sua vita, il suo amore, il suo dolore e tutto ciò che lo ha fatto diventare l'insegnante, il marito e il nonno migliore del mondo. 

    Sin da piccola ero incantata dalla sua capacità straordinaria di rappresentare luoghi e paesaggi con la tecnica del puntinismo, mediante un uso sapiente della china. 

    Ero incantata dal suo tavolo da lavoro, da tutte quelle bottigliette di china colorate e da tutte quelle matite ridotte alla lunghezza di un mignolo che mio nonno non buttava mai. 

    Questa ultima mostra è una delle più importanti, è quella in cui lui non ha solo messo la sua mano artistica ma tutto se stesso. 

    Mi sono commossa durante l'inaugurazione, perché vedere mio nonno nervoso e felice allo stesso tempo è la cosa più bella del mondo. 

    Mi si riempie sempre il cuore d'orgoglio quando lo sento parlare dei suoi quadri e, soprattutto, quando sento la gente elogiare la sua arte con la quale rappresenta una città al di fuori del tempo, ricreata in base ai ricordi e caratterizzata, come ha scritto il critico Dino Ales, da quelle “irrealtà visibili” così necessarie, secondo Borges, alla vera Arte. 

    Sono orgogliosa di essere la nipote del pittore che disegna l’”irrealtà visibile”.

    di Martina Sessa


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