Il Congresso di Verona: famiglia, amore, ruolo della donna - E un impossibile ritorno al passato...
 
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    Il Congresso di Verona: famiglia, amore, ruolo della donna

    E un impossibile ritorno al passato...

    Si è svolto nei giorni scorsi a Verona il XIII Congresso delle famiglie “tradizionali”. Già, la famiglia tradizionale: cos’è? È questa la domanda che ci dobbiamo porre. Nel dizionario “La Treccani”, la voce famiglia non è accompagnata dall’aggettivo tradizionale. Il vocabolario definisce la famiglia “elementare e biologica”. Dunque, la famiglia può essere composta da un nucleo elementare, che corrisponde a quello biologico, ovvero dai genitori biologici, appunto, e dai relativi figli. Eppure, quante volte abbiamo sentito o possiamo testimoniare noi stessi che avere dei genitori biologici non è garanzia di amore? Cos’è l’amore, soprattutto all’interno di una famiglia? Sempre il dizionario de “La Treccani” dà la seguente definizione: “Sentimento di viva affezione verso una persona che si manifesta come desiderio di procurare il suo bene e di ricercarne la compagnia; amore materno, filiale, fraterno; amore per la famiglia”. Dunque, volere il bene di una persona può definirsi amore, indipendentemente dal legame biologico che unisce due individui.

    Contrari a ciò, e quindi fermamente convinti che la famiglia sia un nucleo formato necessariamente da un uomo e una donna , sono coloro pro-famiglia tradizionale, che si sono riuniti recentemente a Verona, per manifestare contro le famiglie formate da coppie di omosessuali, bisessuali, nell' evidente convinzione che i gay o chiunque abbia una sessualità diversa da quella eterosessuale sia da curare. Sono inoltre convinti che la donna debba avere un ruolo esclusivamente casalingo e chiedono che l’aborto, consentito dalla legge 194, sia considerato un reato. Diversi sono stati gli ospiti che hanno preso parte a questa manifestazione, primo fra tutti il Ministro degli Interni italiano, Matteo Salvini, assieme al Ministro per la Famiglia e la Disabilità, Lorenzo Fontana, e quello dell’Istruzione, Marco Bussetti; poi il Presidente della Moldavia Igor Dodon, il viceministro e il ministro per la Famiglia ungheresi Atilla Beneda e Katalin Novak, oltre a ospiti spagnoli, africani e australiani.

    In questo primo articolo vorrei considerare e analizzare il ruolo delle donne; in seguito tratterò l’argomento dell’aborto, dell’omosessualità e la posizione della Chiesa cattolica su queste tematiche.

    La storia ci insegna che le donne hanno combattuto e pagato a volte con la propria vita per conquistare i propri diritti e non solo. Ebbene, io credo che le donne debbano continuare a lottare, non solo perché in molti ambiti non è ancora stata raggiunta un'effettiva parità tra uomo e donna, ma perché rischiamo di fare molti passi indietro, cancellando tutte le lotte sostenute dalle donne del passato e vanificando così il loro lavoro. Vorrei ricordare alcune di loro,  che hanno combattuto per una parità dei sessi: Evita Perón (leader spirituale dell’Argentina), Indira Gandhi (politica indiana famosa per aver contribuito a trasformare il subcontinente in un paese moderno), Anna Eleanor Roosevelt (first lady statunitense che ha combattuto tutta la vita  per i diritti delle donne), Maria de Unterrichter Jervolino (fu una delle ventuno donne che partecipò all’Assemblea Costituente italiana), Aung San Suu Kyi (politica birmana attiva molti anni nella difesa dei diritti umani), l'attivista siciliana Rosita Lanza di Scalea.

    Studiando e leggendo la vita condotta da queste donne, come si può solamente pensare che la donna ritorni ad uno stato di sottomissione al “capo” (rigorosamente maschio) familiare? Pensiamo soltanto al grande e indispensabile contributo che le donne forniscono col proprio lavoro, quando gliene viene offerta l'opportunità. Nella stessa Bibbia traspare il vero ruolo della donna accanto ad Adamo, quello di compagna, non una “collaboratrice domestica”, un individuo sottomesso, bensì qualcuno che si prende cura dell'uomo e che lo aiuta.

    Il potenziale umano delle donne non va relegato al focolare domestico, perché ne trarrebbe danno tutta la comunità; vanno, piuttosto, create le condizioni perché il ruolo di madre non confligga con quello di lavoratrice; sul piano legislativo si può fare ancora molto, ma forse l'ostacolo più grosso è nella mentalità e nel pregiudizio di molti.

    di Francesco Palmeri


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