GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’INFERMIERE - 12 maggio: un giorno dedicato a chi oggi è indispensabile più che mai!
 
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    GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’INFERMIERE

    12 maggio: un giorno dedicato a chi oggi è indispensabile più che mai!

    Nell’emergenza dettata dal Coronavirus, oggi più che mai in Italia e in tutto il mondo si sta riscoprendo l’importanza degli operatori sanitari: che siano medici, infermieri o operatori socio-sanitari, tutti si sono rivelati indispensabili. Agli infermieri, in particolare, è stata dedicata la giornata del 12 maggio al fine di sottolineare il loro ruolo determinante e decisivo per la salute di tutti i cittadini.

    Il termine “infermiere” nasce nel Medioevo. In questo periodo e nei secoli seguenti fino all’età moderna, la cura dei malati era affidata ai religiosi: per esempio, nel XIV secolo Santa Caterina da Siena, patrona d’Italia, si occupò dei malati di peste e nel XVI secolo sorsero ordini religiosi dedicati all’assistenza di poveri e ammalati.

    A partire dall’età napoleonica si affermò l’idea che fosse competenza dello Stato tutelare il diritto dei cittadini all’assistenza sanitaria e nell’Ottocento, grazie anche alle nuove conoscenze in campo medico e chirurgico, negli ospedali crebbe la richiesta di infermieri preparati, in grado di svolgere compiti che diventano via via più complessi.

    La creazione della moderna figura infermieristica è legata al nome di Florence Nightingale. Appartenente a una famiglia inglese ricchissima, nacque il 12 maggio 1820 a Firenze. Grazie agli insegnamenti del padre riuscì ad avere un’istruzione completa, ma a 17 anni decise di dedicarsi all’assistenza ai malati. Nel 1854 venne inviata in Turchia come sovraintendente del corpo delle infermiere, da lei stessa istruite, per assistere i feriti della guerra di Crimea. Si occupò non solo della salute fisica dei malati ma anche del loro morale: organizzava sale di lettura, si premurava di scrivere lettere per i loro cari lontani e faceva pervenire loro pacchi e notizie. Fu lei a creare la prima scuola di addestramento per infermiere ed è a lei che si ispirano i giovani di oggi che vogliono intraprendere questa onorevole professione.

    Nel 1965 il Consiglio Internazionale degli Infermieri (ICN) ha istituito la Giornata Internazionale dell’Infermiere, decidendo poi, nel 1974, di celebrarla il 12 maggio in onore di Florence Nightingale.

    Questa giornata è diventata l’occasione per far sì che la professione infermieristica venisse conosciuta e apprezzata in tutto il mondo.

    Si tratta di una professione indispensabile e ovunque riconosciuta come pilastro portante dei vari sistemi sanitari del pianeta. Per svolgerla sono essenziali conoscenze, studio, capacità relazionali ma soprattutto, a mio avviso, umanità.

    Quella umanità che, prendendo esempio dalla Nightingale, stanno dimostrando di avere, ormai da quasi tre mesi, tutti gli infermieri del mondo che si trovano in prima linea a combattere il Covid-19.

    La loro vita è stata stravolta dall’oggi al domani: con i turni raddoppiati e i giorni liberi che sono ormai un lontano ricordo, sono costretti a dover vivere con la paura costante del contagio, al punto da decidere di stare lontano dai propri familiari, ma continuano a restare accanto ai malati, rappresentando per loro un costante sostegno sia fisico sia morale.

    Non posso non citare Elena Pagliarini, la donna divenuta simbolo della lotta degli infermieri contro il Coronavirus. La foto che l’8 marzo la ritraeva sfinita, abbattuta  sulla tastiera del computer dopo un turno massacrante, con addosso ancora camice e mascherina, ha fatto il giro del mondo. Quando il 13 marzo è risultata positiva al Covid-19, non ha smesso di credere nella sua professione, ha combattuto con coraggio la malattia e oggi è ancora in campo al fianco dei suoi pazienti.

    Mi auguro che il ruolo degli infermieri venga sempre riconosciuto in tutto il mondo per il suo reale valore e che gli eredi di Florence Nightingale vengano gratificati come meritano.

    di Simone Bellomare


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