EDUCHIAMO I NOSTRI GIOVANI A COLTIVARE I SEMI DELLA LEGALITÀ - Il valore della memoria è il primo strumento per promuovere la legalità
 
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    EDUCHIAMO I NOSTRI GIOVANI A COLTIVARE I SEMI DELLA LEGALITÀ

    Il valore della memoria è il primo strumento per promuovere la legalità

    La memoria dell’esempio, come una staffetta, deve passare da generazione a generazione,  sempre viva, sempre presente.

    La fiamma del ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino è sempre rimasta accesa per i giovani, non solo siciliani.

    L’esempio di due grandi uomini, servitori dello Stato, che compivano il loro dovere con dedizione, servirà per sempre ad indicare la strada dell’onestà, della legalità, della ricerca, della verità, chiamiamola memoria valoriale. Ed allora si può affermare che possiamo paragonarli a dei semi che hanno dato e daranno ancora frutti.  

    Il tema della Fondazione Falcone per il 28° anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio è: “Li avete uccisi ma non vi eravate accorti che erano semi”. 

    Quest’anno non ci sarà la Nave della Legalità che portava a Palermo migliaia di ragazzi da tutt’Italia che si univano con i ragazzi siciliani in una festa di idee con i loro cartelloni, slogan, bandiere, cori, performance, attraversando in corteo le strade dove sono caduti altri servitori dello Stato: il giudice Cesare Terranova ed il maresciallo Lenin Mancuso, il giudice Rocco Chinnici, l’imprenditore Libero Grassi (che si è opposto al racket), il commissario Boris Giuliano, il Presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella.

    Un corteo iniziava da via D’Amelio dove persero la vita, il giudice Paolo Borsellino , gli agenti   Agostino Catalano, Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina; un altro corteo partiva dall’aula bunker del carcere Ucciardone dove si svolse il maxiprocesso iniziato nel 1986 fino al 1992. Per poi riunirsi tutti assieme, migliaia di ragazzi e popolazione civile, davanti l’albero Falcone,dove abitavano il giudice e la moglie Francesca Morvillo, anche lei ha perso la vita nell’attentato, e come non ricordare la sua fidata scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

    Uomini come tanti altri con le loro paure, entusiasmi, volontà di compiere il loro lavoro: uomini da poter imitare.

    Manifestazioni, come quella del 23 Maggio, servono ai giovani a non far dimenticare il valore del sacrificio, il prezzo del coraggio, della verità, pagato con la vita .

    La Fondazione Falcone, fu costituita nel tragico 1992; da allora ha iniziato un percorso rivolto ai giovani grazie all’impegno della  prof.ssa  Maria Falcone, sorella del giudice, che porta avanti con determinazione e spirito di sacrificio non solo a Palermo, ma in tutta Italia, la  cultura della legalità, di quanto sia importante credere e difendere i valori della nostra Costituzione.

    Quest’anno non ci sarà l’abbraccio fisico, ma saremo vicini esponendo un lenzuolo bianco dai balconi, tutti alle 17.58, ora della strage: “ Palermo chiama Italia” .

    La prof.ssa Falcone ci invita ad affacciarci al balcone per celebrare anche il coraggio di chi in questi mesi di emergenza si è prodigato per il bene della Nazione  a rischio della vita. I medici, gli infermieri, le forze dell'Ordine, i volontari, tutti coloro che  non si sono mai fermati, sono eroi come Giovanni e Paolo. Vogliamo onorare il loro coraggio.

    NON SONO EROI PER CASO.

    di Liliana Ursi - Docente


    Parole chiave:

    23 maggio 2020 , legalità

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