La solidarietà ai tempi del coronavirus - Aiutare gli altri fa bene a tutti
 
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    La solidarietà ai tempi del coronavirus

    Aiutare gli altri fa bene a tutti

    La diffusione dell’epidemia da Covid-19 ha provocato pure gravi ripercussioni sulla parte più debole della nostra società, ma anche una risposta umanitaria imprevista e straordinaria.

    Infatti, il necessario blocco delle attività ha fatto incrementare il disagio sociale e la richiesta di aiuti anche alimentari da parte di famiglie indigenti che non hanno un minimo sostentamento economico. La fase di chiusura delle attività produttive e dei servizi, iniziata il 12 marzo, ha visto incrementare nei centri Caritas il flusso di mamme, papà e anziani sia italiani che stranieri bisognosi di viveri di prima necessità.

    Nelle chiese cittadine la distribuzione di beni alimentari è stata potenziata con raccolte supplementari e con nuovi volontari in modo da effettuarla secondo le indicazioni per la sicurezza sanitaria emanate dal Governo. Le Organizzazioni non governative convenzionate si occupano di gestire il paniere di alimenti messo loro a disposizione attraverso il Fondo di Aiuti Europei agli Indigenti–FEAD il cui valore nel periodo 2014-2020 per l’Italia è di 789 milioni di euro sul totale di 3,8 miliardi di euro per tutti i Paesi UE. Nel nostro Paese gli alimenti vengono distribuiti grazie alla collaborazione di 197 Organizzazioni partner che consentono di assistere 2.678.264 di poveri, formati per la metà da donne, 30% da migranti, 25% da bambini e in misura ridotta anziani, persone senza dimora e disabili (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Relazione di attuazione 2018). Le derrate consegnate nel periodo 2015-2018 ammontano a circa 220 mila tonnellate e sono formate per il 50% da pasta, farina, riso e biscotti, 20% latte e formaggi,15% legumi, 6% olio di semi, 4% confettura di frutta e verdura e la restante quota da zucchero, carne e tonno in scatola.

    Queste ingenti risorse in questo periodo di emergenza sono risultate insufficienti e localmente sono state integrate con altri beni provenienti da iniziative straordinarie come quelle della Caritas della Diocesi di Palermo insieme alla Coop Alleanza 3.0.

    Il progetto denominato Carrello Solidale dal 2 Aprile sino al 9 maggio ha permesso la raccolta organizzata di alimenti di prima necessità a lunga conservazione donati da migliaia di clienti nei punti vendita dove quotidianamente sono stati stoccati, trasportati e distribuiti alla rete capillare di centri Caritas presenti in tutta la città. Alcuni dati sul cibo donato sono: 2.975 pacchi di pasta, 1.886 barattoli di passata di pomodoro, 1.241 confezioni di latte, 1.149 confezioni di tonno, 971 confezioni di legumi, 803 pacchi di biscotti, 428 pacchi di riso e 254 bottiglie di olio d’oliva (dati forniti da Direzione Politiche Sociali, Coop Alleanza 3.0).

    In questo modo si è innescato un circuito virtuoso di solidarietà umana ininterrotta che ha visto collaborare donatori, lavoratori, volontari e famiglie che ne hanno beneficiato reciprocamente tutti, che ha richiesto un maggior impegno nello svolgimento delle attività caritatevoli per la duplicazione del numero di persone in condizione di indigenza. A livello regionale la Coop ha destinato alla Caritas l’1% del valore delle vendite con proprio marchio pari a circa 80.000 euro.

    Altra buona notizia di solidarietà è il progetto “Insieme per Palermo”, lanciato da un gruppo di ex calciatori del Palermo e supportato dalla Fondazione Sicilia e Coop, con il quale sono stati raccolti 200.000 € distribuiti come buoni spesa e prodotti di prima necessità alla Caritas Diocesana, al Banco Alimentare e al Banco delle Opere di Carità.

    Infine, mi piace segnalare un progetto contro lo spreco alimentare che si chiama Buon Fine che è attivo a Palermo dal 2015 con il duplice obiettivo di ridurre nella Grande distribuzione i quantitativi di alimenti che sarebbero destinati alla spazzatura perché non vendibili (confezione danneggiata) e di devolverli ai poveri. I prodotti non venduti vengono donati il giorno della scadenza dagli Ipermercati Coop alle seguenti ONLUS convenzionate: San Giovanni Apostolo, Istituto per la Famiglia Jus Vitae, Parrocchia Gesù Sacerdote, Comunità di Sant’Egidio, Santa Chiara, Il Giardino di Madre Teresa, Banco Alimentare e Le Ali–Associazione di Protezione Civile. I beni alimentari principalmente recuperati e donati sono prodotti freschi quali latticini, salumi, insalate in busta e carni confezionate.

    Tutte queste iniziative di solidarietà sono un grande segno di speranza e dimostrano il nostro senso di comunità, di vicinanza umana e di fratellanza che, nonostante l’emergenza sanitaria mondiale, prevale sulla paura, l'egoismo, le difficoltà, l'essere cittadini europei o extracomunitari, sulla classe sociale di appartenenza o la religione professata.

    di Prof. Salvo Di Marco

    Redazione IS Einaudi-Pareto


    Parole chiave:

    solidarietà

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